Dal 19 giugno 2026 chi vende online deve mettere a disposizione dei clienti una funzione di recesso digitale — il cosiddetto “pulsante di recesso” — facile da trovare e da usare almeno quanto il pulsante con cui si conclude l'acquisto. È la novità di cui hanno parlato Corriere, Il Fatto Quotidiano, Altroconsumo e Fanpage nelle ultime settimane.
Cos'è il pulsante di recesso
È uno strumento digitale che permette al consumatore di esercitare il diritto di recesso (il ripensamento entro 14 giorni) direttamente online, con pochi clic, senza dover inviare email o moduli cartacei. In pratica: come l'acquisto avviene “one click”, anche l'annullamento deve poter avvenire con la stessa semplicità.
Cosa cambia per chi vende online
Per i titolari di e-commerce l'obbligo si traduce in alcuni adempimenti concreti:
- rendere disponibile una funzione di recesso digitale dedicata, ben visibile nell'area cliente;
- garantire che il cliente riceva conferma del recesso su supporto durevole (ad esempio una email con data e ora);
- conservare traccia delle richieste ricevute, per dimostrare di aver adempiuto;
- aggiornare le informative e le condizioni di vendita di conseguenza.
Da quando si applica
L'obbligo decorre dal 19 giugno 2026 e riguarda i contratti a distanza conclusi tramite interfacce online. Non basta più indicare l'indirizzo a cui scrivere per recedere: serve una procedura digitale dedicata.
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